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by Ioannis Kartalas-Goumas

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ANATOMIA - Apparato Riproduttivo Maschile

I Genitali Esterni - Riassunto

 

I genitali esterni sono rappresentati dal pene e dallo scroto. Il pene è l'organo della copulazione e dell'emissione dell'urina. E' costituito da tre cilindri tenuti insieme da una serie di involucri: i due corpi cavernosi sopra e il corpo spongioso dell'uretra sotto. Durante l'erezione i corpi cavernosi si riempiono di sangue, si distendono e si irrigidiscono. Il corpo spongioso si riempie anch'esso di sangue e si distende ma rimane meno rigido perchè la sua struttura è leggermente diversa. Nel corpo spongioso decorre l'ultima parte dell'uretra, responsabile dell'espulsione dell'urina.

Lo scroto ha la forma di una sacca che contiene le gonadi, ossia i testicoli e la prima parte della via spermatica (epididimi e parte iniziale del funicolo spermatico). Dentro lo scroto una serie di involucri e fascie avvolge e protegge i testicoli.

Il pene e i testicoli dal punto di vista topografico fanno parte di una regione anatomica denominata perineo.

Che cos'è il pene

 

Il pene è l’organo maschile della copulazione e fa parte insieme con lo scroto degli organi genitali esterni maschili. Si trova nel perineo anteriore davanti allo scroto.

E’ costituito da tre formazioni allungate cilindriche, i due corpi cavernosi del pene e il corpo spongioso dell’uretra, ricoperte da una serie di fasce connettivali e dalla cute. E’ un organo che a causa della struttura ‘a spugna’ dei tre cilindri sovradescritti, cambia forma, dimensioni e rigidità durante l’erezione per poter penetrare la vagina.

 

Parti anatomiche

 

Si possono distinguere 4 porzioni, che in direzione postero-anteriore sono le seguenti:

- La radice del pene o parte fissa

- Il corpo del pene o parte mobile

- Il glande

- Il prepuzio

 

- Radice peniena. La radice è la parte fissa e si trova nel perineo anteriore. E’ costituita dall’inizio dei corpi cavernosi, o crura, e dal corpo spongioso dell’uretra bulbare. Le crura dei corpi cavernosi si trovano distanziati uno dall’altro. Infatti le crura si trovano fissati sull’osso delle branche ischiopubiche, davanti alle tuberosità ischiatica (l’osso che si sente quando ci sediamo, profondamente alla muscolatura glutea), uno a destra e uno a sinistra. Seguendo poi queste strutture ossee, convergono in linea mediana fino sotto la sinfisi pubica. A questo livello entrano in contatto, al livello dell’ilo penieno. Parte della radice peniena è anche l’uretra bulbare con il corpo spongioso uretrale, fissati superiormente al diaframma urogenitale che delimita il tetto del perineo. Sotto la sinfisi pubica l’uretra si adatta sotto l’unione dei due corpi cavernosi. In questo modo i tre cilindri si incontrano e proseguono con la seconda porzione del pene, la parte mobile o corpo.

- Il corpo o parte mobile del pene. Il corpo è la prosecuzione della radice, con inizio sotto la sinfisi pubica dall’incontro dei tre cilindri, ossia dei due corpi cavernosi e del corpo spongioso uretrale. Rivestito da cute, forma una specie di appendice che forma un angolo di circa 60° con lo scroto (angolo peno-scrotale) quando si trova nello stato flaccido. Termina con il glande. La parte mobile durante l’erezione si allunga e aumenta di diametro, sollevandosi e allontanandosi dallo scroto.

- Il glande. Rappresenta la parte terminale del pene. Ha un colorito roseo e una forma conica con la base allargata al livello del corpo penieno e l’apice arrotondato. Viene attraversato dall’uretra navicolare, la quale termina all’apice del glande formando il meato uretrale esterno. La base del pene termina a sbiecco con la parte dorsale (superiore) più lunga rispetto alla parte ventrale (inferiore) in modo che di lato è obliquo. La base sulla parte dorsale ha un contorno circolare sporgente, chiamato corona del glande. Tra base del glande e corpo del pene esiste un solco, denominato solco balanoprepuziale. A questo livello si accumula una sostanza caseosa, lo smegma, costituito da smegma e da cellule desquamate, ossia vecchie. Nella parte ventrale del glande si nota una sottile piega cutanea che si dirige dalla base verso il meato uretrale, il frenulo del prepuzio. In questo modo il glande sulla parte ventrale forma una ‘V’ invertita. Il glande è costituito dal tessuto spongioso dell’uretra, ricopre l’apice dei corpi cavernosi come un capuccio. Il glande è attraversato dall’ultima porzione dell’uretra, l’uretra navicolare. Il glande è ricoperto da una piega cutanea che rappresenta l’ultima porzione anatomica del pene, il prepuzio.

- Il prepuzio. E’ una piega cutanea, a forma di manicotto, che origina dal solco balanoprepuziale e continua con la cute del corpo del pene. Quando il pene è nello stao flaccido si possono quindi distinguere due foglietti. Il foglietto esterno è una continuazione della cute del corpo del pene, si dirige verso l’apice del glande ove si piega in se stesso e forma il foglietto interno. Quest’ultimo ricopre senza aderire gran parte del glande, ad eccezione della faccia ventrale del glande ove si unisce con il frenulo, e termina al livello del solco balanoprepuziale. Nel punto di unione dei due foglietti si forma un orifizio circolare, l’orifizio prepuziale. Quando il pene è eretto la cute del prepuzio si allunga e quindi i due foglietti diventano tutt’uno, in continuazione con la cute del prepuzio. A pene eretto quindi il prepuzio normalmente ‘scompare’. In alcune situazioni, congenite o acquisite, l’orifizio prepuziale diventa molto ristretto o poco elastico e quindi durante l’erezione il glande non si può scoprire. Questa condizione è nota come fimosi e la terapia è chirurgica tramite l’escissione del prepuzio, intervento noto come circoncisione.

 

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Struttura del pene

 

Dal punto di vista strutturale il pene è costituito dalle seguenti formazioni:

1. Corpi cavernosi del pene

2. Corpo cavernoso o spongioso dell’uretra

3. Involucri

 

1. I Corpi Cavernosi del Pene.

Sono due strutture cilindriche, pari e simmetriche (destro e sinistro), con estremità appuntite. Ogni corpo cavernoso origina al livello della branca ischiopubica corrispondente davanti alla tuberosità ischiatica. L’origine è chiamata anche crura. Originano quindi separati al livello della radice del pene e si dirigono medialmente. Al livello della sinfisi pubica, dove inizia il corpo del pene, si congiungono e decorrono poi insieme fino a terminare al di sotto del glande, il quale ricopre la loro estremità distale.

Le crura sono strettamente adese al periostio delle branche ischipubiche e sono ricopertie dai muscoli ischiocavernosi, destro e sinistro, i quali si contraggono durante l’erezione e l’eiaculazione. Al livello del corpo penieno decorrono in stretto contatto uno con l’altro, separati da un setto connettivale (setto del pene o setto pettiniforme). Il setto è fenestrato, quindi i due corpi cavernosi sono comunicanti fra di loro. Così uniti formano una doccia, un solco, sia sulla parte dorsale (superficie superiore) sia sulla parte ventrale (superficie inferiore). Sul solco dorsale decorre il fascio vascolo-nervoso del pene e sul solco ventrale si adatta l’uretra peniena rivestita dal corpo spongioso.

I corpi cavernosi sono costituiti da un involucro, la tonaca albuginea, e dal tessuto cavernoso o erettile, responsabile dell’erezione.

La tonaca albuginea è una membrana biancastra, spessa circa 1,7-3,3 mm, elastica fino ad un certo punto. E’ costituita da tessuto connettivo povero in fibre elastiche. Durante l’erezione la tunica albuginea viene messa sotto tensione dall’aumento volumetrico dei corpi cavernosi riempiti di sangue e siccome è poco distensibile aumenta molto la pressione endocavernosa. Questo fatto dà la rigidità necessaria al pene durante il coito. La tonaca albuginea è anche quella struttura che definisce la forma del pene in erezione. In alcuni casi la tonaca albuginea assume una forma molto curva, per cui il pene in erezione si curva in modo eccessivo per cui il coito risulta difficile a causa della difficoltà meccanica alla penetrazione, condizione nota come recurvatum penieno. Il recurvatum può essere di natura congenita o acquisita, di seguito a traumi o ad una malattia nota come malattia di LaPeyronie (Induratio Penis Plastica).

Il tessuto erettile o cavernoso ha una struttura a spugna essendo formato da lacune di forma irregolare denominate cavernule. Durante l’erezione quindi le cavernule si riempiono di sangue arterioso e si distendono notevolmente. Le trabecole sono formate da setti di tessuto connettivo e muscolare, denominate trabecole, che partono dalla tonaca albuginea. Nelle trabecole si trovano fibre collagene, che formano l’impalcatura, fibre elastiche che permettono alle trabecole di distendersi e allungarsi, cellule muscolari lisce, vasi arteriosi e venosi e fibre nervose. I vasi arteriosi in particolare sono di due tipi: le arterie elicine, che portano il sangue nelle cavernule durante l’erezione, e le arterie nutritizie per il tessuto erettile. Le vene invece sono importanti non solo per l’allontanamento del sangue venoso, poco ossigenato, ma anche per il mantenimento dell’erezione. Infatti durante l’erezione le trabecole si stirano e le vene si occludono, impedendo il deflusso del sangue. Il sangue così intrappollato nel pene aumenta la pressione endocavernosa e crea la rigidità del pene. Le cavernule sono di forma irregolare, più ampie verso il centro dei corpi cavernosi, e comunicano ampiamente tra di loro. Da questo risulta la struttura a spugna. Sono tappezzate da un endotelio, ossia da cellule che rivestono i vasi, quindi possiamo dire che il tessuto erettile è un tessuto vascolare. Questo è molto importante per la fisiopatologia dell’erezione.

 

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2- Il Corpo Spongioso e l’Uretra

E’ impari e mediano, anch’esso a forma cilindrica e a struttura spugnosa. E’ più sottile rispetto ai corpi cavernosi. Origina al livello del perineo anteriore, al di sotto del diaframma urogenitale, davanti al retto e al canale anale. Si dirige poi verso la sinfisi pubica e al di sotto dell’arcata pubica si adatta nel solco ventrale dei corpi cavernosi, unendosi a loro a formare il corpo del pene. Termina formando una espansione conica nota come glande. Il corpo spongioso avvolge l’uretra. All’origine il corpo spongioso ha forma sferica ed è molto spesso, costituendo il bulbo dell’uretra. L’uretra membranosa penetra obliquamente al livello della parte superiore del bulbo, a qualche mm dal fondo del bulbo stesso, proseguendo quindi come uretra bulbare. Il bulbo è ricoperto dal muscolo bulbocavernoso, che si contrae durante l’erezione e l’eiaculazione.

La struttura del corpo spongioso è simile alla struttura dei corpo cavernosi anche se con qualche diversità. E’ ricoperto da una tonaca albuginea, più sottile e più elastica, e da tessuto cavernoso con cavernule meno ampie e con trabecole più spesse.

Al livello del glande il corpo spongioso cambia notevolmente struttura. La tonaca albuginea non c’è mentre il tessuto rpofondo è costituito da un complesso di vene dilatate.

 

3- Involucri e mezzi di fissità

Andando dai corpi cavernosi in superficie si distinguono:

- Fascia del pene o di Buck

- Tessuto sottocutaneo (dartos e tessuto sottodartoico)

- Apparato sospensore

- Cute

 

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La fascia di Buck.

E’ una sottilissima fascia elastica che ricopre i corpi cavernosi e il corpo spongioso dalla corona del glande fino all’ilo del pene. Continua al livello della sinfisi pubica con l’apparato sospensore del pene. Sul lato dorsale del pene contiene il fascio vascolo-nervoso del pene, costituito dalla vena dorsale del pene centralmente, dalle arterie dorsali del pene e dai nervi dorsali del pene lateralmente. La fascia di Buck quindi avvolge e unisce le tre strutture che costituiscono il corpo del pene, ossia i due corpi cavernosi e il corpo spingioso.

 

Tessuto Sottocutaneo

Tessuto connettivo e muscolare liscio suddiviso in due strati: uno superficiale (dartos) e uno profondo (sottodartoico).

 

L’apparato Sospensore del pene

Il corpo del pene è fissato al livello della radice peniena dalla cute e da due strutture legamentose:

- Legamento Fundiforme

E’ una struttura fibroelastica, lassa, che prende origine dalla linea alba, ossia dalla parte centrale dei muscoli retti addominali, prosegue davanti alla sinfisi pubica e circonda la radice peniena aderendo al tessuto sottocutaneo.

- Legamento Sospensore del Pene

E’ una struttura fibrosa molto robusta, di forma triangolare, situata più in profondità rispetto al legamento fundiforme. Origina dalla faccia anteriore della sinfisi pubica. Si dirige poi verso la radice peniena e aderisce tenacemente alla fascia di Buck. E’ un vero legamento e gioca un ruolo nel mantenere l’angolo penieno durante l’erezione.

 

Cute

Sottile, molto mobile sui piani sottostanti e molto elastica. Ricopre il corpo del pene, il prepuzio e il glande. Al livello della faccia ventrale del pene forma una sottile linea pigmentata mediana, il rafe penieno. Al livello del solco balanoprepuziale contiene le ghiandole di Tyson che producono lo smegma.

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Vascolarizzazione del pene

 

Sistema Arterioso

La principale vascolarizzazione del pene deriva dal segmento perineale dell’a. pudenda interna, ramo dell’a. iliaca interna o ipogastrica. L’a. pudenda termina come a. peniena comune che dà le seguenti diramazioni:

- arterie profonde del pene o cavernose (una per lato), che penetrano i corpi cavernosi al livello delle crura. E’ la principale fonte di irrorazione del tessuto cavernoso, quindi principale fonte del sangue che arriva durante l’erezione. Lungo il decorso nei corpi cavernosi emettono le arterie elicine, sottili ramuscoli che vanno ad irrorare le trabecole dei corpi cavernosi.

- arterie bulbari (una per lato). Molto breve, irrora il bulbo dell’uretra.

- arterie uretrali (una per lato). Irrora l’uretra bulbare e peniena e il corpo spongioso. Giunge al livello del glande ove si anastomizza con i rami terminali dell’arteria dorsale del pene.

- arterie dorali del pene (una per lato). Origina al livello dell’ilo del pene. Decorrono lungo la faccia dorsale del pene, avvolte dalla fascia di Buck, lateralmente alla vena dorsale e medialmente ai nervi dorsali del pene. Irrorano il glande e gran parte degli involucri del pene, eccetto la cute peniena. Danno origine a 4-8 rami circonflessi che avvolgono ad anello i corpi cavernosi e penetrano nel corpo spongioso.

Tra le varie arterie, e soprattutto tra le aa. cavernose, aa. dorsali del pene e aa. uretrali, esistono degli shunts, ossia delle comunicazioni, importanti a garantire comunque un ottimale afflusso di sangue al livello del tessuto erettile.

Esistono frequenti variazioni individuali del sistema arterioso penieno:

- arterie peniene che originano da altri rami dell’a. ipogastrica (a. otturatoria, a. pudenda accessoria)

- arterie dorsali che emettono un grande ramo cavernoso

- arteria peniena singola (unilaterale) che poi si divide nelle due arterie cavernose

- arterie peniene doppie per lato

La cute del pene invece è irrorata per la maggior parte da un sistema arterioso diverso da quello dell’a. ipogastrica, ossia dall’a. pudenda esterna, ramo dell’a. femorale. Le arterie pudende esterne al livello della base del pene danno origine ad un sistema arterioso sottocutaneo tramite le arterie peniene assiali che si dirigono verso il prepuzio. Al livello della base del pene le arterie assiali danno origine ad un plesso arterioso sottile più superficiale, che si trova appena sotto il derma. Questo plesso giunge al livello del prepuzio.

 

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Sistema Venoso

Dati recenti confermano che la vascolarizzazione venosa del pene e dell’uretra costituiscono un sistema di drenaggio molto complesso e ricco. In sintesi, esiste un sistema superficiale e un sistema profondo:

Sistema Venoso Superficiale

Rappresentato dalla vena dorsale superficiale del pene che decorre lungo la parte dorsale del dartos del pene, alquanto visibile all’ispezione soprattutto quando il pene è eretto. Si dirige verso la radice del pene e si anastomizza con le vene della parete addominale e la vena pudenda esterna o nella vena safena, rami della vena femorale. Il sistema superficiale drena la cute ma si anastomizza anche con il sistema profondo.

Sistema Venoso Profondo

- le vene emissarie. Dal tessuto cavernoso nasce una rete capillare sotto la tonaca albuginea. Questa ricca rete forma le vene emissarie che attraversano in direzione obliqua la tonaca albuginea. Nei due terzi distali, ossia al livello del corpo del pene, le vene emissarie si uniscono con le vene circonflesse provenienti dal corpo spongioso e dirette nella vena dorsale del pene. Nel terzo prossimale del pene, al livello delle crura, le vene emissarie formano le vene cavernose.

- le vene circonflesse. Drenano le vene emissarie dei corpi cavernosi e il corpo spongioso dell’uretra. Sono presenti nel corpo del pene, in numero di 3-10, quindi drenano i due terzi distali del pene. Prendono origine da alcune vene emissarie dei corpi cavernosi e dalle vene del corpo spongioso uretrale. Si formano al livello della faccia ventrolaterale dei corpi cavernosi e si dirigono perpendicolarmente, circondando come un anello i corpi cavernosi, unendosi con la vena dorsale del pene.

- la vena dorsale del pene. Costituisce la principale via di drenaggio del pene. Drena i due terzi distali del pene, ossia il glande e gran parte dei corpi cavernosi e del corpo spongioso. Nasce dalle lacune venose del glande e riceve anche le vene ciconflesse provenienti dal corpo spongioso. Decorre lungo il solco dorsale dei corpi cavernosi, in sede centrale, nell’ambito del fascio vascolonervoso del pene rivestito dalla fascia di Buck. Si dirige verso la radice del pene, decorre sotto l’arcata pubica in stretta vicinanza con il legamento sospensore del pene, e poi si immette in un ricco plesso venoso pelvico, il plesso vescico-prostatico o di Santorini che drena nelle vene ipogastriche.

- le vene cavernose o vene profonde del pene. Drenano la parte profonda del pene, ossia il terzo prossimale dei corpi cavernosi. Nascono dalle vene emissarie delle crura dei corpi cavernosi, in numero di 3-5, e si emettono nelle vene pudende interne (plesso venoso pudendo).

 

 

Il microcircolo

Il sistema arterioso e venoso del tessuto erettile al livello del microcircolo è rappresentato da:

- le arterie elicine al livello delle trabecole

- il plesso venoso sottoalbugineo

- le cavernule rivestite da endotelio

In stretto contatto con queste strutture si trovano cellule muscolari lisce e una fitta rete di fibre nervose. Questi regolano l’afflusso e il deflusso del sangue nel tessuto erettile, regolando quindi l’erezione che non è altro che un fenomeno vascolare.

 

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L’innervazione del pene

 

Il pene è un organo riccamente innervato. Si possono distinguere:

- L’innervazione somatica del pene

- L’innervazione autonoma del pene

- L’innervazione somatica del pene. E’ responsabile della:

- Sensibilità cutanea

- Contrazione dei muscoli del perineo in stretto contatto con il pene (mm. ischiocavernoso e bulbocavernoso)

La maggior parte dell’innervazione somatica del pene, ossia dell’innervazione responsabile della sensibilità peniena e della contrazione dei muscoli del perineo, dipende dal nervo perineale.

- Sensibilità cutanea. Dipende da rami del nervo pudendo, dal nervo ileoinguinale e dal nervo genitofemorale. La sensibilità del glande dipende dai nervi dorsali del pene provenienti dal nervo pudendo. Questi decorrono nella fascia di Buck sulla faccia dorsale del pene, nell’ambito del fascio vascolonervoso del pene, lateralmente alle arterie dorsali del pene.

- Contrazione dei muscoli del perineo in stretto contatto con il pene (muscoli bulbospongioso e ischiocavernosi). Il nervo responsabile è il nervo pudendo con il suo ramo perineale.

- Innervazione dell’uretra. Il nervo pudendo dà origine al nervo perineale. Questo dà rami che innervano il muscolo bulbocavernoso e rami che decorrono lungo tutto il corpo spongioso innervandolo, fino a raggiungere il frenulo.

- L’innervazione autonoma del pene. E’ responsabile dell’erezione.

Lo Scroto

 

E' una struttura a forma di sacca (borsa scrotale) situata fra le due cosce nel perineo anteriore, fra l'ano e il pene. Contiene i testicoli e la prima parte della via spermatica, rappresentata dagli epididimi e dalla parte iniziale del funicolo spermatico. I testicoli situati a questo livello si trovano in una temperatura inferiore rispetto alla temperatura intraddominale e questo fatto è importante per la spermatogenesi (produzione di spermatozoi). Nello scroto ci sono una serie di involucri - fasce connettivali che avvolgono i testicoli. La struttura dello scroto è la seguente:

1. Cute: molto elastica, ricca in pieghe, cambia forma a seconda della temperatura. In mezzo è situata una linea pigmentata, il rafe, che corrisponde alla suddivisione dello scroto in due compartimenti, il destro e il sinistro.

2. Sottocute: diviso in dartos superficiale e strato sottodartoico. Eè tessuto connettivale, ricco in miocellule lisce, fibre collegene ed elastiche. Al livello della parte più caudale il dartos forma un ispessimento che fissa il testicolo al pavimento scrotale (gubernaculum testis).

3. Setto scrotale: è una struttura connettivale che divide lo scroto in due compartimenti: l'emiscroto sinistro e quello destro. Il setto quindi forma due camere distinte che contengono rispettivamente il testicolo sinistro e quello destro.

4. Fascia cremasterica e muscolo cremastere: è una struttura costituita da tessuto connettivo e muscolo liscio che continua con il funicolo spermatico. Forma una specie di sacca che avvolge il testicolo. La sua contrazione fa salire il testicolo verso l'alto, proteggendolo durante l'attività sessuale da eventuali traumi.

5. Tonaca vaginale: è una sottile fascia connettivale, una membrana, che avvolge il testicolo e l'epididimo formando una sacca protettiva. CI sono due foglietti: il foglietto esterno o parietale, a contatto con il cremastere, e il foglietto interno o viscerale, a contatto con il testicolo. La tonaca vaginale produce una minima quantità di liquido che protegge il testicolo. In situazioni abnormi questa quantità può aumentare notevolmente con secondario aumento volumetrico dello scroto (idrocele).

 

 

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Il Perineo

 

E’ una regione anatomica delimitata superiormente dal muscolo elevatore dell’ano che la separa dalla pelvi, anteriormente dall’osso pubico, lateralmente dalle tuberosità ischiatiche e posteriormente dal coccige e dalla regione glutea. Ha forma quindi di un quadrilatero. Una linea immaginaria tra le due tuberosità ischiatiche divide il perineo in due sottoregioni triangolari:

- Perineo Anteriore o Urogenitale

- Perineo Posteriore o Anale

 

Perineo Anteriore o Urogenitale

Appartengono a questa regione i seguenti organi: uretra bulbare e peniena, scroto con il proprio contenuto, pene. Le strutture muscolo tendinee sono le seguenti: il diaframma urogenitale con lo sfintere uretrale esterno, i muscoli bulbocavernoso e ischiocavernosi, i muscoli superficiali e profondi del perineo.

 

Perineo Posteriore o Anale

Viene attraversato dal canale anale.

 

Tra il perineo anteriore e posteriore si trova il centro tendineo o rafe centrale o corpo perineale e il muscolo rettouretrale. E’ un punto di ancoraggio tra retto e uretra e tra vari muscoli del perineo. E’ una struttura connettivale fibrosa che ancora insieme le seguenti strutture muscolari: il muscolo elevatore dell’ano, il muscolo bulbocavernoso dell’uretra bulbare, il muscolo sfintere esterno dell’uretra e il muscolo rettouretrale. Quest’ultimo è costituito da muscolatura liscia e prende origine dalla muscolatura della parete rettale, dove il retto si angola ‘a tenda’ e si dirige posteriormente continuando come canale anale. Anteriormente il muscolo rettouretrale prende contatto con lo sfintere uretrale esterno e superiormente con l’apice prostatico e con la membrana di Denonvilliers.

 

 

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BIBLIOGRAFIA

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