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by Ioannis Kartalas-Goumas

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Ipertrofia Prostatica Benigna

Terapia

 

L'atteggiamento terapeutico dell'IPB può essere variabile a seconda dei casi. Come spiegato nella introduzione, l'ipertrofia prostatica non è necessariamente una malattia. Quando l'iperplasia o ipertrofia prostatica determina sintomi o segni di malattia con un impatto negativo sulla qualità di vita o presenza o con rischio di sviluppo di una malattia complicata, allora si prende in considerazione la terapia. Quindi le varie opzioni terapeutiche possono essere le seguenti:

 

Vigile Attesa e Modificazioni dello Stile di Vita

Questa opzione è presa in considerazione nei casi di ipertrofia prostatica senza nessun disturbo o con disturbi lievi (IPSS inferiore a 7) con qualità di vita del soggetto non alterata. Alcuni accorgimenti permettono sovente di riuscire a controllare meglio i sintomi di lieve entità. Per esempio, evitare di bere tanti liquidi o bevande o cibi diuretici nelle ore della giornata più critiche, come può essere prima di coricarsi o prima di andare al cinema, in una riunione etc. Altro esempio è di cercare di controllare gli stimoli minzionali improvvisi, cercando di far abituare la vescica a non contrarsi in caso di urgenza e cercando di deconcentrarsi con la mente dallo stimolo minzionale. Nei casi di lentezza del getto o di esitazione minzionale è importante sapere che non bisogna sforzarsi. Meglio prendere il proprio tempo, concentrarsi meglio, rilasciare gli sfinteri e lasciare che l'urina si svuoti lentamente. In caso di sgocciolamento post-terminale si può esercitare una pressione gentile sull'uretra bulbare, ossia sul tratto uretrale perineale tra i testicoli e il pene, andando da dietro in avanti.

 

Terapia Medica

 

La terapia medica consiste nell'assunzione di farmaci per alleviere i disturbi medio - severi dell'IPB (IPSS >7) e per prevenire le complicanze della malattia.

 

Terapia alfa-litica

E' una della terapia maggiormente utilizzata e una delle terapie più efficaci. Si tratta di farmaci che bloccano i recettori adrenergici alfa presenti sulla prostata e sul collo vescicale. Nella IPB questi recettori aumentano di numero e vengono stimolati dalla noradrenalina. Il risultato è una contrazione e spasmo della muscolatura liscia dello stroma e della capsula prostatica e del collo vescicale. Questo spasmo determina una ostruzione funzionale dell'uretra circondata dalla prostata e una scarsa apertura del collo vescicale durante la minzione. Questo spasmo e l'ostruzione funzionale che ne consegue si aggiungono all'ostruzione anatomica determinata dall'ingrossamento della prostata. I farmaci alfa-litici permettono di alleviare l'ostruzione funzionale rilasciando la prostata e il collo vescicale tramite il blocco dei recettori alfa. In altre parole gli alfa-litici rilasciano la prostata e il collo vescicale aiutando il flusso dell'urina attraverso l'uretra prostatica. L'azione terapeutica è veloce: dopo qualche giorno o settimana si possono osservare i primi miglioramenti sintomatologici.

Gli effetti collaterali più comuni sono l'ipotensione ortostatica e l'aneiaculazione. Gli alfa-litici possono bloccare anche i recettori alfa che sono presenti normalmente sui vasi sanguini provocando un effetto di vasodilatazione in alcune situazioni, come quando un soggetto passa dalla posizione supina a quella ortostatica. Il risultato è l'ipotensione ortostatica che rappresenta uno dei possibili effetti collaterali. Lo sviluppo di farmaci alfa-litici maggiormente selettivi sui recettori presenti al livello prostatico ha permesso di ridurre in modo significativo questo effetto collaterale. In ogni caso bisogna prestare attenzione ai pazienti con pressione arteriosa già bassa o che sono affetti da episodi di ipotensione ortostatica o pazienti che assumono terapie antipertensive. L'altro effetto collaterale comune è l'aneiaculazione, ossia la mancata emissione dello sperma durante l'eiaculazione, anche se l'orgasmo viene conservato. E' un effetto reversibile quindi alla sospensione del farmaco torna una eiaculazione normale.

I farmaci più comunemente utilizzati sono quelli selettivi, ossia la tamsulosina, la silodosina e l'alfuzosina.

 

Inibitori della 5-alfa-redutassi

La 5-alfa reduttasi (5ARI) è il nome di un enzima deputato alla conversione del testosterone in diidrotestosterone. Quest'ultimo, rappresenta l'ormone androgeno più potente dell'organismo e la sua attività è 4-5 volte superiore rispetto a quella del testosterone. Esiste in due forme, la I e la II, ed è presente nella prostata, nei follicoli piliferi, nelle ghiandole sebacee, nel fegato e nel sistema nervoso centrale. Dentro la prostata l'enzima converte quindi il testosterone nel metabolita più attivo, il diidrotestosterone, il quale è il responsabile delle funzioni, del trofismo e dello sviluppo prostatico.

L'inibizione di questo enzima avviene con i farmaci inibitori delle 5ARI, la dutasteride e la finasteride (i5ARI). L'inibizione dell'enzima provoca una riduzione del metabolita attivo del testosterone. Il risultato è un rallentamento della crescita prostatica, una riduzione (non oltre il 30% a seconda dei casi) del volume prostatico, un miglioramento dei sintomi legati all'ipertrofia prostatica e un minor rischio di complicanze legati all'IPB (ritenzione acuta d'urina, macroematuria.

L'azione terapeutica richiede più tempo rispetto agli alfa-litici, di solito più di 6 mesi. Rispetto però agli alfa-litici che trattano solo i sintomi, mentre l'evoluzione della IPB continua, gli i5ARI hanno un effetto proprio sull'ipertrofia della ghiandola. La terapia è più efficace nei casi di prostata di volume superiore ai 40 ml.

L'effetto collaterale più importante è la riduzione della libido e la disfunzione erettile fino a 10-15% dei casi, proprio perchè modificano la via metabolica del testosterone. L'altro effetto è la riduzione del PSA, per cui prima di iniziare questa terapia dovrebbero essere chiarite le cause di un eventuale PSA elevato. Il rischio infatti è di mascherare una elevazione del PSA da neoplasia prostatica.

 

Terapia di combinazione

Consiste nella combinazione di un alfa-litico e di un i5ARI, per esempio tamsulosina e dutasteride. Il razionale di questa terapia è ottenere un immediato sollievo sintomatologico con gli alfa-litici e un rallentamento della crescita prostatica con un rinforzamento del miglioramento sintomatologico nel tempo legato all'azione degli i5ARI. Alcuni studi hanno infatti dimostrato risultati superiori rispetto alla monoterapia.

Lo svantaggio di questa terapia è il l'aumento dell'incidenza degli effetti collaterali dovuti alla sommazione dell'azione dei due farmaci.

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